riflessioni intime di pubblica inutilità
Un letto. Una sedia. Un asciugamano bagnato sullo schienale. Un rumore non lontano né vicino, attutito forse o soffocato. Un ricordo tamburo, feroce che bussa in testa giorno dopo giorno. Scene non viste, intuite e poi un giorno capite. In fondo è solo una questione di nudità, pensava.
“Ciao”, disse mentendo.
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