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	<title>ilgattodelvicino &#187; Per il gusto di raccontarla</title>
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	<description>riflessioni intime di pubblica inutilità</description>
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		<title>Ricordi rubati</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jul 2007 21:22:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un letto. Una sedia. Un asciugamano bagnato sullo schienale. Un rumore non lontano né vicino, attutito forse o soffocato. Un ricordo tamburo, feroce che bussa in testa giorno dopo giorno. Scene non viste, intuite e poi un giorno capite. In fondo è solo una questione di nudità, pensava.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un letto. Una sedia. Un asciugamano bagnato sullo schienale. Un rumore non lontano né vicino, attutito forse o soffocato. Un ricordo tamburo, feroce che bussa in testa giorno dopo giorno. Scene non viste, intuite e poi un giorno capite. In fondo è solo una questione di nudità, pensava.</p>
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		<title>Che ne valga la pena</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jul 2007 10:12:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilgattodelvicino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[- Tutto è iniziato perché stavo limonando con una mia amica sul divano. Ma niente di, che ti credi. Era solo per scherzo. Comunque sto tipo, sto Davide, si è preso bene e ha cercato di baciarmi.
- E tu?
- Be, io ero un po&#8217; brilla. E poi un bacio ci sta sempre no? Solo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- Tutto è iniziato perché stavo limonando con una mia amica sul divano. Ma niente di, che ti credi. Era solo per scherzo. Comunque sto tipo, sto Davide, si è preso bene e ha cercato di baciarmi.</p>
<p>- E tu?</p>
<p>- Be, io ero un po&#8217; brilla. E poi un bacio ci sta sempre no? Solo che poi si è fatto insistente, ha provato a spingermi verso il bagno e mi chiedeva di andare a casa mia o a casa sua e io non è che ne avessi tanto voglia. E così gli ho detto di lasciar perdere che non era il caso.</p>
<p>- Brutto? Grasso?</p>
<p>- Ma no, non era brutto&#8230; un po&#8217; bassino ma ci sarei anche stata. Ma gli approcci così non mi piacciono.</p>
<p>- E io che ti credevo in astinenza perenne! Sempre a lamentarti d&#8217;esser sola&#8230;</p>
<p>- Ecco, lo sapevo&#8230; Vedi che non capisci mai? Che c&#8217;entra? Una scopata è una scopata. Il problema non è scopare. Il problema è qualcuno che valga la pena di mettersi accanto.</p>
<p>Un rumore di serranda che si abbassa. E&#8217; il segnale, è ora di andare! Via via! D&#8217;improvviso la calma diventa fretta e corrono i tavolini dentro la locanda e i boccali e i bicchieri e i piatti tutti in coda ragazzi, non spingete, non spingete, c&#8217;è posto per tutti là sulle mensole, che affanno, che folla è un continuo rumor di stoviglie, è un incessante vociar di mercato. E le sedie, le sedie, mica se ne stan lì a guardare, si scrollan di dosso i non più graditi ospiti che cascan a terra tra tonfi che sembra di sentir le mele cotte cadere, e se la dan lì a quattro gambe veloci, han da farsi rassettare loro e spolverar per la notte che viene, e il posto migliore da conquistar vicino a quel gran fico del bancone. Ed è un rumor che si dirada e si allontana ed è un attimo lento che non resta più niente, solo tovaglie pigre a volteggiar per aria alla ricerca d&#8217;ancor di Sole prima di una notte buia da cassetti, ma presto! è tempo, è tempo, la serranda sta per chiudere, e via a volar veloci nell&#8217;ultimo spigolo di luce in fondo in basso dietro la serranda che infin si abbassa e tocco il rumore sordo, a sancir che tutto, proprio tutto è finito.</p>
<p>I ragazzi coi culi ormai a terra s&#8217;alzano e se ne stan li&#8217; sulla via. Lui l&#8217;accompagna alla bicicletta, la gonna nera e i sandali e quella puntura di zanzara là sul piede al pedale mentre si allontana.</p>
<p>La saluta con la mano, che sventola destra, sinistra, destra, sinistra.</p>
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		<title>Al tavolo col jazzista</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jul 2007 16:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilgattodelvicino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per il gusto di raccontarla]]></category>

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		<description><![CDATA[Voi donne siete molto più precise. Ah è sicuro sai! Guarda come sei vestita tu ad esempio. Se mia moglie mi chiedesse com&#8217;era vestita Sara stasera le direi &#8220;Con un vestito nero&#8221;. Ma mica sarebbe una risposta soddisfacente sai? Voi donne badate molto di più ai particolari &#8220;Ma il vestito com&#8217;era fatto? Lungo o corto? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voi donne siete molto più precise. Ah è sicuro sai! Guarda come sei vestita tu ad esempio. Se mia moglie mi chiedesse com&#8217;era vestita Sara stasera le direi &#8220;Con un vestito nero&#8221;. Ma mica sarebbe una risposta soddisfacente sai? Voi donne badate molto di più ai particolari &#8220;Ma il vestito com&#8217;era fatto? Lungo o corto? Con le spalline o senza? E le scarpe? E le scarpe com&#8217;erano?&#8221; E ma io mica ci bado a queste cose, e poi non me le ricordo. E mica posso dire &#8220;non me lo ricordo cara&#8221;. Cazzo, non ci credono le donne che ste cose non te le ricordi. Ed è per questo che invento. E a furia di inventare le cose non stanno mica più in piedi sai?. Vestito nero coi sandali verde pistacchio. In inverno per giunta. E chi ci crede? E&#8217; così che le cose diventano tutte un casino. Prendi il bar ad esempio. Io del bar mi ricordo che è rosso.</p>
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