riflessioni intime di pubblica inutilità
La mancanza di farmaci e i costi eccessivi delle cure uccidono più di guerre e catastrofi naturali.
E’ questa la frase che rimane in testa dell’ultima Campagna di sensibilizzazione lanciata da Medici Senza Frontiere, di una semplicità disarmante, da gelare il sangue. E’ il cocktail micidiale, in senso maledettamente letterale, scatenato dall’incontro di medicina e brevetti: “Il brevetto è un titolo giuridico in forza al quale viene conferito un monopolio temporaneo di sfruttamento dell’invenzione in un territorio ed per un periodo ben determinati, al fine di impedire ad altri di produrre, vendere o utilizzare la propria invenzione senza autorizzazione” (Fonte: Wikipedia). Per esser chiari questo “temporaneo” corrisponde in genere a 20 anni. Per essere più chiari questo monopolio fa sì che i farmaci più nuovi, più efficaci, nei paesi poveri abbiano prezzi proibitivi. Per essere ancora e definitivamente più chiari nel terzo mondo puoi morire per malattie curabili da vent’anni per questioni di brevetto.
Questa è la mia premessa, ma i fatti quali sono? Cito dal sito di Medici Senza Frontiere:
L’India è una delle principali fonti di farmaci generici a prezzi accessibili, incluse molte versioni economiche di medicine contro l’Aids. Questa fiorente produzione di farmaci economici e di qualità è stata possibile perché – fino al 2005 – l’India non riconosceva brevetti sui medicinali.
[...]Il regime di monopolio assicurato dai brevetti fa sì che l’industria possa vendere il farmaco brevettato al prezzo che vuole.
[...] A partire dal 2005 l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ha imposto all’India di concedere i brevetti sui farmaci. Fortunatamente il Governo e il Parlamento indiani hanno approvato una legge molto attenta all’equilibrio tra protezione della proprietà intellettuale e diritti dei pazienti. In particolare la legge indiana stabilisce che i brevetti siano concessi solo per i farmaci veramente innovativi. In questo modo si previene una pratica molto diffusa tra le industrie farmaceutiche che tendono a chiedere brevetti anche per i miglioramenti insignificanti apportati sulle molecole già note e già in commercio.
[...] Nel tentativo di ribaltare la decisione con cui le è stato negato il brevetto sul Gleevec la Novartis [Compagnia farmaceutica svizzera] sta cercando di far dichiarare l’intera legge indiana incompatibile con gli Accordi Internazionali sulla Proprietà Intellettuale (così detti TRIPS) fissati dall’organizzazione mondiale del commercio. In particolare Novartis vorrebbe costringere l’India ad abrogare le misure di salvaguardia per i pazienti contenute nella legge.
Se la Novartis vincerà il ricorso contro la legge indiana, perderemo una normativa indispensabile per assicurare la produzione di medicine a prezzi accessibili. In tutto il mondo moltissime persone sono curate con farmaci made in India: se la Novartis vincerà la causa, la loro vita sarà in pericolo.
E’ un intero sistema, quello dei brevetti, che fa acqua da tutte le parti. Sarebbe da ripensare, da ristrutturare, da rivedere, da abolire nel mondo che non c’è! Ma nel mondo che c’è possiamo iniziare a firmare la petizione per chiedere a Novartis di rinunciare all’azione giudiziaria.
Per saperne di più:
Il denaro e’ un’allucinazione collettiva
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